Poesie dal Web

ODE AGLI ANESTETICI
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Brancolavano al buio
i pescatori di pietre
dei cervelli malati,
i cerusici specializzatisi
a Lutetia e Bisanzio,
i barbieri-cavadenti
con le loro fameliche tenaglie.
Oggi ti svenano gentilmente
sotto potenti spot,
ti pompano analgesici nel cuore
prima di mettere a nudo la tua carne.
Tu sudori per la vergogna,
ma non urli più come un sordomuto
infastidendo l'udito loro
di golfisti semiprò (handicap 10),
suscettibilissimo.
Si concedono di svillaneggiarti
alle soglie del tuo coma artificiale,
ma ti stringono la mano
dopo aver incassato lo check.
Barcollando verso casa,
annusi l'aria; e hai sentore
di gas esilarante.