| buffo come un bimbo!
sto impazzendo! a scriver codesti versi
pare facile a voi!
come fo?
io son ignorante e citrullo
fra sogni e pensieri mi cullo
sotto la luna vagabondo
d'essenze, m'ubriako nel mondo!
asserisco inoltre, d'esser pazzo
la gente, m'ignora e son il lazzo;
non so scriver e son guascone
bischerate, senzasenso e con emozione!
conosco sol un verso
frammento, d'etere nell'universo
mi manca! e rima con amore
quel fiore, dall'indicibile calore
Brucio la danza nel
cuore!
ero bimbo!
Gello m'accolse, d'estate una mattina
casa di campagna e vin in cantina
sorrisi, brioches al cioccolato e gentilezza
di cordialità, profumo e timidezza
con i prati, il Garbino bisticciava
l'olezzo di vita, dolce s'assaggiava
scorreva, in occhi vivi di Rossana
la brezza, dell'anima di Toscana
rapito! in piazza ebbra di visione
l'Angel Brillo, buffa sensazione:
tendeva il cuore verso il cielo
di passione sparso, leggero il velo
patate e cinghiale, sul tavol della sera
diversa espressione, di vita sincera
dolce! esser semplici persone
con il cuore, traboccante emozione
ero estatico!
sulla Chiantigiana, nel crepuscolo passeggiando
ombre fantastiche! sui colli veleggiando
l'ulivo e il cipresso discorrevano
verdi creature pei campi nascevano
camminando, mi persi tra vigneti
driadi voluttà e magia dei poeti
fra botteghe e salite di vita
pareva Arezzo, nel tempo scolpita
Firenze! sull'Arno la luna esplose
PonteVecchio si tinse di rose
lieve, un vascello lattescente ardeva
lo spirito nell'eternità bagnato, si perdeva
Esule dal vostro sentore!
ero triste!
sbuffavan chiome il cielo terso:
x la pineta di Cecina disperso
mi tuffai nell'acqua incredula
dal cuore scese, una lacrima tremula
nella notte, fuggì lungo i sentieri
inconsapevole, assillato dalle verità di ieri
so di valer nulla
d'anima frivola e certezze brulla
… non m'importa quanto
grande sono
m'importa quel che fo, di ciò che sono…
alba! sorpreso con tazza fumante
guardando il pitosforo sognante,
il fico al nespolo ammiccava
poesia, il pino marittimo ispirava
ero citrullo!
Marina di Castagneto x la strada
nella frescura del mattino
uno djembe fra le mani
ritmo ritmo Ta-ta-Tum!
passò una signora
d'etruria antico girasole
" E non fa' sempre la stessa nota!"
" Mah … da poco, ho intrapreso a suonare!"
" Oh! Allora sei già bravo così!"
…ad esser sincero
ero assurdo!
seduto trasognante in riva al mare
ascoltando
buffe storie di lingue imperlate
schiumanti, gioie nella mia esistenza
pensai
nell'attimo d'esser semplice creatura
involucro di carne allo scivolar del tempo
in petto, un seme piantato dall'Angel Folle
posso scegliere
ucciderlo! o mai mollarlo!
e sé l'accarezzerò, con dolci sensazioni
forse, in un prato d'emozioni
sboccerà un tempo
come semplice bacio
alla bellezza d'eternità
delle piccole cose
e accidenti a voi!
sé passeggiate con ipocrisia
senz'assaporare, fra zingari cipressi
sensazione codesta
di magia toscana
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