| Poesie dal Web |
|
| Ragù Lumido e il buio dellandrone deserto, poi le scale, fin quasi al cielo... la porta fatata dellultimo piano. Infine la tua figura sulla soglia il buon odore di cose da mangiare in quella casa, dal soffitto troppo basso, e dal pavimento color ragù. ...né ai piedi, né al cuore Voglio un uomo avvolgente come una coperta di lana, schietto come un bicchiere di vino, profumato come il pane appena sfornato, confortante come una minestra bollente nelle sere dinverno. Non voglio più avere freddo né ai piedi, né al cuore.
Passeggi stringendo la rosa colta per te da tuo padre. Tu e lui, il passo ampio, ritmato, nella voce ununica cadenza, come una melodia, sempre insieme. Fuso, fuso doro, mentre filavo hai fermato il mio cuore. Babbo, perché la casa è vuota? Perché non sento più il tuo passo? Fuso, fuso doro, nessun uomo romperà il maleficio.
e la storia mincanta, come da bimba fiabe misteriose di principesse e streghe, la stanza buia e polverosa vive, sono il pretesto per tuffarti nel passato e assecondo il tuo gioco. Così, quietamente impazzita, consumata dal cancro, affronti la morte stretta ai ricordi, torni nel grembo di tuo padre nellunico modo possibile, improbabile Minerva. Babbo infinita dolcezza nella voce, nel sorriso, avevi il mio cuore tra le mani e hai stretto i pugni, senza sapere, senza vedere, senza chiedere. Ho corso tanto per raggiungerti sette paia di scarpe ho consumato, ma tu eri sempre qualche passo avanti. Ho vissuto sperando ti voltassi. Ti sei mai chiesto perché rabbrividisco come le viole al primo sole? Parole per te Non cè futuro per noi, né speranza, solo un vuoto immenso che fa male al cuore. Tu dentro di me, come mai prima carne e radici. I miei desideri, questa vita così distante dalla tua: un grande amore inespresso, un dolore lancinante, la mancanza assoluta. Hai portato con te il calore delle mie mani conforto allangoscia definitiva. Sogno lacqua che trascina via, e tu non lotti più, ti abbandoni... No, non andare, non ancora, troppi libri non letti, battute non dette, soprannomi, chiacchiere, carezze... Mi hai lasciata, sei andato via non ti arriva la mia stretta e la voce è un sussurro. Forse un palazzo con una biblioteca sconfinata, stanze, corridoi interminabili, e persone dai quattro angoli del mondo. Forse una poltrona comoda, un gatto acciambellato, tu che leggi e chiacchieri ancora forse...
|