Poesie dal Web


POVERO

Povero,
le tue notti sulla panchina;
come coltre le ruvide carte
e per tetto un cielo di stelle.

Cittadino del mondo,
senza onore senza speranza;
solamente un ingrato prossimo
davanti i tuoi occhi supplici.

Scarpinata quotidiana,
aberrazione senza tregua,
fame padrona:
che vita grama la tua, uomo!

È un ennesimo autunno,
mentre qualche comignolo
ha i suoi primi sbuffi di fumo,
e mai più per te il solito risveglio.

Rigido il tuo corpo,
disteso, sulla fredda panchina;
nessuno piange la tua morte.
Addio buon "clochard".