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Avanzi d'eco,
dimenticati
su i sedili
d'un giardino
d'altri tempi,
penetrano
abiti lisi
di anziani
affacciati all'orizzonte.
I dialoghi,
forse fruscii
costretti,
in una stanza
a più letti,
graffiano pareti
tutte uguali
e tutte bianche,
interrogando
un'umanità
smarrita nei millenni.
II°
Pause
e parole,
nell'attesa
d'inappellabili giudizi,
si intersecano
ad assunti
conformismi.
Semina
ancora morte,
il "Sia fatta
la tua volontà",
oggi come ieri,
illudendo
il genere umano,
circa
una mai provata
perfezione divina.
III°
Intuizioni
tra la nebbia,
avvolgono
pallidi proponimenti
incapaci
di soffocare,
il lento riemergere,
amori dimenticati.
Mi chiedo,
se potrò mentire
ogni giorno
della vita,
ostentando certezze
che già
l'insondabile,
succedere d'attimi,
m'impone,
sentimenti
di totale vaghezza.
Paolo de
Maio/Roma - Venegono Superiore ( Va)
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