Poesie dal Web

L' OCCASIONE DELLA GIOVINEZZA

Quando penso alla fine della mia giovinezza/
mi viene alla mente una notte estiva/
in macchina con un ragazzo e una ragazza/
sulla strada che da Pizzighettone portava a Crema,/
li ricordo benissimo,/
lei abitava nello stesso rione dove
abitava la moglie di un mio amico,/
la moglie è morta, il mio amico è in un‚altra città,/
e di quei compagni non so più niente/
d‚altronde li conoscevo appena./
Non so spiegare perché a questa immagine abbia assegnato la fine della mia giovinezza -/
forse perché da allora ho pensato solo a tornare indietro/
nel luogo dove ho sbagliato./
Quel mio amico stava prima in una casa/
poi in una casa più grande con giardino,/
ricordo il cane,/
e lei che parlava con voce sommessa./
Un giorno passai da quella villa/
(sono sempre io che va a trovare gli amici,/
io che detesto suonare ai campanelli delle porte)/
non abbaiava il cane/
e non c‚era nessuno,/
lui era andato a vivere in un‚altra città./
L'occasione della giovinezza
è durata un anno forse due/
poi mi sono trovato fuori
come nel gioco di quattro angoli,/
ed è stato per sempre./
Dopo di allora di ragazzi come noi eravamo non ne ho più visti,/
dai volti lisci e chiari, nei quali ci si specchiava./
E mi chiedo: eravamo alla portata della mano e della voce,/
perché non ci siamo amati di più?/
avevamo le canzoni da suonare e non le abbiamo più ascoltate,/
e le cose da dire e non ce le siamo più dette./
Un giorno che passai per Crema/
due lattonieri lavoravano in silenzio
sul tetto di una casa/
che avevo sempre visto chiusa/
tranne una volta che c‚era una bicicletta amaranto sulla porta,/
la polvere era ammucchiata contro i battenti dell‚ingresso,/
negli abbaini pendevano le radici delle erbe che crescevano tra le tegole/
e attraverso gli spiragli del legno del portone si vedeva un luogo di sterpaglie./
Mirna e Bruna che vivevano insieme sono morte/
e anche Mary del "Pozzo‰/
e Leni Merisi, che nei giorni della sua giovinezza/
aveva la bicicletta davanti all‚ufficio, con il cestino e il lucchetto rosso./
Come le ragazze di Hamilton sul poster che staccai dal muro
quando cambiai casa,/
e alla vicina di pianerottolo che venne sull‚uscio/
dissi (come per rincuorarla): mi sposo. Ma non fu più la stessa cosa./
Quel lunedì di maggio - che non ricordo un maggio più bello nella mia vita -/
dei lattonieri lavoravano sul tetto della casa dalle persiane blu/
incorniciate dal glicine fiorito come se vi abitasse ancora il mio amico,
e c‚era un grande silenzio.


Gilberto Coletto
gilberto.coletto@tin.it